Compagn*,
questa è la lettera che noi, come coordinamento provinciale, abbiamo mandato alla redazione del quotidiano torinese La Stampa, in merito all’oscuramento della Federazione della Sinistra nei commenti alle ultime elezioni amministrative:
Federazione della Sinistra: un 4% tenuto nascosto.
Spett.le direttore,
Quali cittadini, elettori e militanti politici, esprimiamo la più profonda amarezza per come il suo giornale ha scientemente enucleato dalle pagine dedicate alla descrizione, ai commenti ed all’analisi del voto amministrativo del 15-16 maggio 2011, ogni spazio relativo alle liste della Federazione della Sinistra (FdS). Così, sfogliando «La Stampa», si scopre, per esempio, che a Milano, dove la FdS ha raccolto il 3,2 per cento dei voti, Giuliano Pisapia è stato sostenuto da Pd, Idv, Sel, Radicali e “altre liste”; a Napoli, Luigi De Magistris, candidato che ha raggiunto il ballottaggio anche grazie al 3,7 per cento della FdS, è stato appoggiato da IdV e “altre liste civiche”. La Federazione della Sinistra ha ottenuto il 4,1 per cento sul dato provinciale, ben più di partiti (come il Fli, per esempio) ai quali «La Stampa» ha, peraltro giustamente, concesso ampio spazio. Ma questo dato è stato completamente trascurato. Nell’Italia repubblicana, nemmeno i neofascisti sono stati oggetto del vergognoso oscuramento mediatico e della censura a mezzo stampa cui vengono invece sottoposti, oggi, i comunisti, anche dal quotidiano che Lei dirige. Quotidiano che, peraltro, si distingue lodevolmente per dar voce a tutti quei dissidenti che, nei propri Paesi (Iran, Siria, Cina, Bielorussia, Venezuela, Cuba ecc) non possono usufruire dell’adeguato spazio mediatico per esprimere le proprie idee democratiche in libertà. Spiace constatare che «La Stampa», molto attiva e lesta nel riferire ai propri lettori idee e valori politici degli esponenti dissidenti anticomunisti di tutto il mondo (in particolare cinesi, cubani e venezuelani), censuri chi, in Italia, da comunista, si permette di dissentire da quelli che sono i dogmi politici vigenti nel nostro sistema, ovvero il neoliberismo ed il Washington consensus. Ricordi, spett.le direttore, che se il giornale che autorevolmente dirige può essere, nel 2011, libero di impostare una linea «indipendente» e scevra da condizionamenti governativi di sorta, è anche perché i comunisti, in un tempo non lontano ma ormai ahimè quasi rimosso o dimenticato dalla memoria collettiva, hanno versato il proprio sangue per affrancare l’Italia dalla schiavitù nazifascista e rendere ognuno di noi libero di esprimere (e, talvolta, anche di vedere ascoltate e diffuse dai mezzi d’informazione) le rispettive opinioni.
Coordinamento provinciale della Federazione della Sinistra di Asti